E poi secondi piatti importanti, come l’abbacchio o la coda alla vaccinara.
Meno presenti i dolci, fatta eccezione per la pupazza frascatana, il dolce tipico di Frascati a forma di donna con tre seni, fatto di pastafrolla e miele. Si tratta di un dolce croccante che è diventato patrimonio iconografico dei Castelli Romani. I seni sono tre perché la leggenda vuole che i bambini nati a Frascati fossero allattati anche con il vino oltre che con il latte.
Una chicca assolutamente da gustare sono le fragole di Nemi, che vengono coltivate otto mesi all’anno. Sono piccole, dal sapore intenso, con sentori un po’ “selvatici”. Gustate in una salsa di accompagnamento al filetto e pepe nero creano un connubio perfetto, apprezzato anche dai palati più raffinati.
Vini: un boom recente
La zona dei Castelli Romani è rinomata per la viticoltura fin dall’antichità. Il territorio dà vita a vini bianchi secchi, frizzanti o amabili, freschi e leggermente aromatici, da bere giovani, cui non manca però struttura, visto che le uve crescono su terreni di origine vulcanica. I principali vitigni previsti dalla Doc sono Malvasia e Trebbiano, cui possono essere aggiunte altre varietà autoctone. Per il loro carattere immediato e sbarazzino questi vini erano tradizionalmente serviti nelle fraschette, tipiche osterie locali in voga ancora oggi.
Una menzione a parte merita Frascati, che dà vita a vini particolarmente interessanti, tanto che il Frascati Superiore è tutelato con la DOCG. Presente sul territorio, ma meno interessante, è la produzione di vini rosè e rossi.






